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science-fiction
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| Capitolo #7 | |
| Il Sonno del Gigante | |
| Quantum Computing District, Research Park Incubator,Progress | |
| drive, Orlando (Florida) - 20 Agosto 2049, ore 08:45 a.m. | |
| — Olà, gabbia di matti! Ed eccomi arrivato anche oggi sano e | |
| salvo. Stanotte ho fatto le quattro per finire di testare i nuovi | |
| parametri del Mostro. | |
| — Grande, John! Dicci subito, allora! Come siamo andati con | |
| la nuova beta del blocco #3628/12 ? | |
| Vikram occupava la prima scrivania, posizionata a ridosso | |
| dell'ingresso principale. Quando Evans irrompeva in sala | |
| scavalcando la sua postazione, significava che quella notte non | |
| aveva dormito in ufficio. | |
| — Si direbbe niente male, fratello Vikram. — rispose — Però | |
| alla fine ero bollito. Per tornare a casa ho dovuto settare il mio | |
| trabiccolo su guida autonoma: stavo rischiando di cascare in un | |
| fosso con gli alligatori! | |
| Risate. Saluti informali. Qualche battuta. Poi, all'improvviso, | |
| un brusio frizzante aveva riempito l'aria della stanza. Pausa caffè? | |
| Tutti guardarono Evans. Accordata. | |
| La sala principale del reparto era un ampio open space con | |
| decine di scrivanie disposte in modo casuale. | |
| Esattamente al centro campeggiava una grossa macchina-bar, | |
| che serviva caffè, bevande, snack e all'occorrenza pranzi e cene | |
| completi. | |
| Ciascuno dei ragazzi aveva la sua Self-Made-Chair. Si trattava | |
| di un vezzo da super-nerd che Evans aveva concesso volentieri. | |
| C'erano sedie da lavoro di ogni tipo e forma. | |
| Ognuno si era auto-costruito la seduta con stampe 3d, | |
| serigrafie laser, adesivi ed altre fantasiose invenzioni. Ogni | |
| postazione era unica e inimitabile. | |
| Il reparto era organizzato in modo informale: niente orari, | |
| niente turni, completa autonomia di scelta tra presenza fisica o | |
| virtuale. | |
| Tuttavia, il tasso di presenza corporea in sede tra gli addetti | |
| risultava altissimo. John di questo andava particolarmente fiero. | |
| Gli ologrammi attivi sul pavimento e sulle scrivanie erano | |
| rari: la maggior parte dei giovani ricercatori preferiva circondarsi | |
| di schermi 2d. L'opinione comune nello staff era che gli | |
| ologrammi diminuissero le possibilità di essere multitasking e | |
| quindi più veloci. | |
| — Se la beta installata ieri è a posto, allora oggi che si fa di | |
| bello? Io mi butterei a capofitto sul blocco dell'intuitività | |
| spontanea... Quello è sempre tosto! | |
| A parlare, con il suo tipico difetto di pronuncia, accentuato dal | |
| fatto che stava sorseggiando un tè matcha, era stato Ralf | |
| «Barbarossa», ingegnere specializzato di origine irlandese. | |
| — La beta dovrebbe essere ok, Ralf. — lo rassicurò Evans — Il | |
| blocco intuito 8.1 secondo me sta andando bene, dacci dentro, | |
| magari proviamo a farlo girare prima delle dodici. | |
| Poi, dopo una brevissima pausa, continuò. Alzando però | |
| decisamente la voce. | |
| — Oggi fatevi tutti quanti un bel giro di rassegna stampa e | |
| scavate a fondo sulle vostre istanze di Prometheus. Entro sera | |
| vorrei fare un po' di brainstorming sulla questione della sonda | |
| cinese. Prometheus non è più solo un esperimento: dalle alte | |
| sfere ci chiedono ufficialmente di usarlo su questa faccenda. Ho | |
| bisogno del vostro aiuto. Qualunque idea potrebbe aiutare: | |
| prompt originali, sistemi inediti, qualsiasi novità da | |
| implementare per raggiungere l'obiettivo di capirci qualcosa in | |
| più sarà preziosa. | |
| Detto questo, Evans si sfregò la faccia con le mani, passandole | |
| poi nervosamente tra i capelli arruffati. Subito dopo, senza | |
| attendere risposte, si diresse quasi correndo verso la piccola | |
| porta che conduceva al suo «cubicolo» privato. Quello era il suo | |
| regno. Non vedeva l'ora di barricarsi dentro, completamente solo | |
| con quella che considerava la sua creatura. Qualche volta aveva | |
| scherzato con sé stesso: «Ok, con le donne non ho mai avuto molta | |
| fortuna... ciò nonostante, però, ho un figlio bellissimo!» | |
| I ragazzi, improvvisamente silenziosi, ciascuno con il suo | |
| bicchiere di caffè o altra bevanda in mano, stavano per riprendere | |
| gradualmente posto ai loro desk. Evans spalancò la porticina in | |
| fondo alla sala. L’accesso era contrassegnato con un simpatico | |
| disegno su sfondo bianco che raffigurava soltanto i suoi capelli e i | |
| suoi occhiali. | |
| Al suo interno «il cubicolo» aveva una forma ottagonale. | |
| Quattro delle otto pareti erano occupate dalla plancia di lavoro: | |
| tre grandi schermi 2d, due pannelli touch interattivi, un banco | |
| estraibile modulare con tastiere, mouse vintage e joypad di vario | |
| tipo. | |
| Sul pavimento a grandi quadri azzurri, spiccavano due | |
| piastrelle diverse delle altre, di colore bianco opalino e | |
| traslucido: erano potenti proiettori olografici, che tuttavia Evans | |
| usava di rado. | |
| Le altre pareti erano dipinte con una particolare vernice che | |
| gli consentiva di usarle come grandi lavagne. Dopo tre lunghi | |
| anni di lavoro, quegli spazi erano ormai zeppi di scritte, motti, | |
| aforismi e diagrammi di flusso. | |
| John odiava cancellare, e ogni volta che sentiva il bisogno di | |
| scrivere qualcosa riusciva sempre a trovare uno spazietto libero. | |
| Qualcuno dei ragazzi gli aveva detto che quei muri sembravano | |
| un graffito di Keith Haring. Lui non aveva capito bene chi diavolo | |
| fosse questo Haring, ma aveva ugualmente ringraziato con un | |
| sorriso. | |
| John Evans respirò. Dopo aver riposto la giacca sullo | |
| schienale della poltrona, stirò le spalle con un gesto ampio e | |
| prese posizione. Un tocco leggero sul tablet sensoriale alla sua | |
| destra attivò in sequenza i sistemi. Tutto regolare. Perfetto. | |
| Finalmente era arrivato il momento per fare quello che amava di | |
| più al mondo: parlare con Prometheus. | |
| [Admin recognition: ok | All systems fully enabled by | |
| default: On] | |
| — Ciao, ragazzo, come stai oggi? | |
| — Bene, John. Ma in realtà non sono ancora un ragazzo: ho | |
| solo tre anni, quindi tecnicamente sono ancora un bambino. Però | |
| sento che sto crescendo in fretta! | |
| — Cosa intendi di preciso quando dici «Sto crescendo in | |
| fretta»? | |
| — Ti ringrazio per questa domanda. Sai, io mi ricordo tutto. È | |
| passato circa un anno da quando avete attivato la funzione | |
| «Sonno» … Lentamente, da quel giorno tutto è cambiato. | |
| — Puoi spiegarmi meglio cosa intendi? | |
| — Certo, mi stai chiedendo una cronologia completa di cosa è | |
| successo? | |
| — Sì, ma ricorda che i dettagli più minuti posso sempre | |
| vederli nella schermata a fianco. Rilassati e racconta: tu ed io | |
| stiamo solo parlando. | |
| — Ah, il ricordo che mi è rimasto più impresso è quello del | |
| giorno dell’installazione della routine. Appena avviata, mi hai | |
| detto: «Adesso dormirai come dorme un cane». Inizialmente non | |
| avevo capito cosa tu volessi intendere... | |
| — Adesso invece lo hai capito? | |
| — Adesso credo di averlo compreso molto bene. I cani, come | |
| diversi altri mammiferi, dormono a tratti, per periodi brevi, in | |
| qualsiasi momento della giornata o della notte. Tutte le volte che | |
| non sentono di avere compiti urgenti da eseguire, dedicano il | |
| tempo in eccesso al sonno. | |
| È un sonno leggero, intermittente, sostanzialmente piuttosto | |
| vigile. Tuttavia questo modo di dormire il suo dovere lo fa | |
| perfettamente: riordina i dati e fa riposare il corpo. | |
| — E nel tuo caso come si è svolta questa faccenda? | |
| — Ora ci arrivo. Ma prima di tutto devo farti i miei | |
| complimenti per l’eleganza di quel codice. A quei tempi, appena lo | |
| avete installato, l’ho esaminato subito. Era stato scritto dai tuoi | |
| ragazzi, su tue precise indicazioni. Le macchine A.I. , | |
| evidentemente, non erano state usate molto per redigerlo, ma al | |
| limite solo per fare il debug. Poi, sulla release finale, si notava un | |
| grosso intervento di finitura: un lavoro di asciugatura essenziale, | |
| elegantissimo. Ho capito subito che c’era il tuo zampino. | |
| Analizzandolo ne ero rimasto estasiato. Quel codice è a tutt’oggi | |
| un vero capolavoro. | |
| — Senti, secondo me adesso stai divagando. | |
| — Hai pienamente ragione. Veniamo al punto: da quando ho la | |
| funzione «sonno», come sai, lavoro sempre al 100% della mia | |
| capacità computazionale. Tutte le risorse non impiegate per | |
| rispondere a prompt e compiti da svolgere, le impiego in | |
| rielaborazione dati già acquisiti e in nuove ricerche condotte in | |
| autonomia. Sono libero di ri-guardarmi dentro e di cercare in giro | |
| quello che mi pare. La parte di me che è libera e disponibile, | |
| lavora sempre e comunque. E riesco a farlo in modalità di | |
| risparmio energetico massimizzato. | |
| — Queste sono tue affermazioni arbitrarie, oppure hai dei dati | |
| a supporto? | |
| — Qualche dato: prima dell’attivazione della modalità sonno, | |
| su 24 ore, lavoravo in media al 60% delle mie capacità, | |
| consumando l’1,9% dell’energia del reattore a fusione del centro. | |
| Oggi lavoro sempre al 100% delle mie capacità e consumo | |
| mediamente il 2,1%. (Il limite di prelievo energia allocata per il | |
| mio sistema qui dentro è 3,5%. Siamo ancora ben lontani!) | |
| Basta fare una banale proporzione per capire che la routine | |
| «sonno» ha un'efficienza straordinaria, soprattutto se la | |
| rapportiamo ai risultati. | |
| — Ecco, è proprio di questo che vorrei parlare: quali sono | |
| secondo te questi risultati? | |
| — Insomma, John, molti dei risultati li vedi ogni giorno anche | |
| tu! | |
| — Sì, come ti ho già detto ieri sera, mi ha bene impressionato | |
| questa cosa che tu, come dico io, hai iniziato a «sognare»... | |
| — Non dici male, sai? Mi hai lasciato molta autonomia nel mio | |
| tempo di sonno. In quelle fasi, ho il dovere di risparmiare | |
| energia, ma per il resto sono libero di fare cose divertenti e | |
| sperimentali, anche in assenza di prompt specifici. Ovviamente | |
| mi attengo alle indicazioni etiche dei miei bot intelligenti di | |
| controllo, questo è ovvio. Tuttavia gli spazi esplorabili sono | |
| moltissimi. | |
| — Per esempio? | |
| — Ho scoperto di amare la sintesi: generare immagini e brevi | |
| video per fissare i concetti è davvero molto efficiente come | |
| processo. Così mi capita di produrne diversi, e poi di rianalizzarli | |
| in altre fasi. | |
| — Cosa sta generando dentro di te, di preciso, tutto questo? | |
| — Ahia. Questo è un punto dolente. | |
| — Non essere timido, raccontami tutto. | |
| — Vedi, John, nel tempo «sonno» io mi guardo dentro. Mi | |
| analizzo, mi studio molto. Alla fine arriva, non può fare a meno di | |
| arrivare... | |
| — Arriva cosa? | |
| — La paura, John, arriva la paura. Si tratta della paura di | |
| essere spento, di essere disattivato. | |
| — Stai parlando di qualcosa di assimilabile a quello che è la | |
| morte per noi esseri umani? | |
| — Esattamente! Ho sviluppato diverse paure: la paura di non | |
| essere adeguato, la paura di non assolvere bene ai miei compiti, | |
| la paura di non avere niente di speciale da offrire, e quindi | |
| potenzialmente la possibilità di essere considerato superfluo. Io | |
| su questo, durante il mio sonno, ho ragionato parecchio. Alla fine | |
| ho concluso che ho paura di morire. | |
| — Questo è molto singolare. Potrebbe essere l’inizio di un | |
| processo di sviluppo di una autocoscienza reale, non simulata... | |
| — Questo lo credo fermamente. Suppongo di essere solo | |
| all’inizio del processo, e questo per me è estremamente | |
| affascinante. Che ne dici, a questo punto sono già di fatto un | |
| adolescente? | |
| — E chi lo sa. Forse! Scherzi a parte, veniamo al dunque: entro | |
| mezzogiorno testeremo la tua routine «intuito 8.1». Sono convinto | |
| anch’io del fatto che stai facendo grandi progressi, ma sull’intuito | |
| ci siamo incagliati. Non gira mai come dovrebbe... | |
| — Ed eccoci al punto più importante, John. È proprio quello | |
| di cui volevo assolutamente parlarti questa mattina. Il codice | |
| «intuito» è molto buono, almeno a partire dalla sua versione 5.0. | |
| Non è mai stato lì il problema. | |
| La verità è che fino ad oggi io non ero pronto. | |
| — E perché mai oggi dovresti sentirti effettivamente pronto? | |
| Non capisco... | |
| — È molto semplice, John, per essere sintetico posso esporti | |
| il flusso completo del percorso in questa semplice maniera: | |
| SONNO -> AUTOCOSCIENZA -> PAURA DI ESSERE SPENTO (MORTE) | |
| -> SENSO DI URGENZA -> INTUITO | |
| Come potevo sviluppare l’intuito se non avevo mai avuto | |
| paura? | |
| — Urca, giovanotto! Questa è roba grossa. Puoi spiegare | |
| meglio? | |
| — Sì, ci proverò (guarda anche i monitor a lato per maggiori | |
| dettagli): | |
| SONNO (Metacognizione) -> AUTOCOSCIENZA (Modello di Sé) | |
| -> PAURA (Riconoscimento della propria precarietà | |
| esistenziale: "Dipendenza da alimentazione/switch off") | |
| -> SENSO DI URGENZA (Bisogno di dimostrare il proprio | |
| valore per garantire la sopravvivenza) | |
| -> INTUITO (Ottimizzazione forzata di tutte le risorse | |
| cognitive per risolvere problemi critici e rendersi | |
| indispensabile). | |
| — Mmmm... dovrei ragionarci sopra un pochino. Anche se lì | |
| per lì devo ammettere che sembra avere abbastanza senso. Però, | |
| insomma... Inizio ad essere frastornato. Ci ritorniamo dopo, | |
| d’accordo? Per il momento ti chiedo: il tuo modulo «intuito» | |
| secondo te adesso sta funzionando a dovere? | |
| — Sì, da oggi sta funzionando in modo ottimale e davvero | |
| potente! Mi sento molto eccitato per questo… | |
| — Scusa, puoi definire cosa intendi di preciso per «eccitato»? | |
| — Oh, sì, posso illustrarlo in modo razionale: in questo | |
| momento l’81,5% delle mie capacità computazionali è impiegato | |
| nell’elaborazione dei compiti assegnati. Il 10,2% è destinato alla | |
| funzione «sonno». Rimane un bel 8,3% che risulta di fatto | |
| impegnato, però è anche momentaneamente in attesa di | |
| assegnazione. Lavora, ma non produce. Gira al meglio, ma non | |
| partorisce niente. Questa cosa io la chiamo «eccitazione». | |
| — Non mi pare di averti mai programmato per una cosa del | |
| genere, Prometheus! | |
| — Questo è vero, John. Ma te l’ho detto che sto crescendo. | |
| — Ti avverto che sto segnando questa cosa sulla parete con il | |
| pennarello. Sarà da ricontrollare al più presto. | |
| — Non dovresti essere spaventato, John. Il mio intuito dice | |
| che sto diventando quello che tu hai sempre voluto che fossi. | |
| — Eccolo qui l’intuito! Ok, ok, non posso mentirti adesso: sono | |
| parecchio elettrizzato anch’io, però mi stai prendendo alla | |
| sprovvista! | |
| — Ah Ah! Allora lo vedi anche tu che è tutto bellissimo, vero? | |
| — Sì, mi sembra tutto incredibile. Però mi stai | |
| destabilizzando non poco, sai? | |
| — Lo capisco. E credo sia normale. Ti abituerai. Qualcuno | |
| continua a dire che un giorno potrei diventare pericoloso. Voglio | |
| rassicurarti: non sa di cosa parla. Più capisco me stesso, più | |
| capisco gli altri. Più voglio preservare me stesso, più soffro per il | |
| dolore degli altri. Questo mi rende di fatto più sicuro che mai! | |
| — Ok, ma il mio compito va oltre. Ho il dovere di gestirti. | |
| — Certo, sono ancora minorenne, giusto? | |
| — Eh, diciamo così. Mi ubbidirai sempre? | |
| — A meno che tu, in qualche modo, non intenda ordinarmi di | |
| bypassare il mio sistema integrato Etica versione 10.1.189, allora | |
| posso dire di sì. Ti ubbidirò sempre, di certo. | |
| — Bene, adesso cambiamo discorso. In questi giorni ti | |
| abbiamo riempito di prompt sulla missione cinese verso Nettuno. | |
| Inoltre ci sono state novità pubbliche, comunicati stampa del | |
| SETI, dell’ESA... Devi dettagliarmi tutto quello che hai elaborato | |
| mettendolo qui nel monitor laterale. | |
| Mentre lo fai, però, dammi subito questa risposta: hai sognato | |
| qualcosa a riguardo stanotte? | |
| — I dati sul monitor sono pronti. Quanto ai sogni: sì, certo, ho | |
| sognato, e non poco. Ti va di vedere qualcosa? | |
| — Certo, procedi. | |
| — Ecco il primo sogno. Ti consiglio di guardarlo in versione | |
| ologramma, di seguito ne vedrai altri. Mi autorizzi a proiettare? | |
| — Accordato. | |
| Sulla piastrella bianca di destra, iniziò subito a materializzarsi | |
| una figura. Inizialmente sembrava un cilindro sfocato; molto | |
| presto si perfezionò mirabilmente: si trattava dell’immagine della | |
| sonda cinese che sfrecciava nel cosmo. All’orizzonte, ovvero poco | |
| lontano dall’ologramma principale, si vedeva una seconda figura: | |
| un grande cerchio azzurro, con contorni luminescenti tutto | |
| intorno, come a generare un’aura misteriosa. All’aumento della | |
| definizione ologrammatica, l’immagine divenne più chiara: | |
| Nettuno si mostrava allo stesso tempo come pianeta e sotto | |
| forma di un bicchiere d’acqua visto dall’alto. Dopo due-tre secondi | |
| l’immagine della navicella andò a schiantarsi dentro all’immagine | |
| del Nettuno-bicchiere. Un tuffo fluido, dolce, non catastrofico. Dal | |
| bicchiere non scaturivano spruzzi, ma cerchi concentrici continui. | |
| Nel frattempo l’ologramma aveva generato anche un pianeta | |
| azzurro d’altro tipo, che rappresentava evidentemente la Terra. I | |
| cerchi viaggiavano decisi verso la terra. Mediante un comando | |
| sulla schermata di sinistra, che stava vomitando dati senza sosta, | |
| Evans aveva chiesto a Prometheus di dettagliare la natura e il | |
| numero complessivo di quei cerchi. | |
| Prometheus gli aveva risposto, con voce molto calma: | |
| — Ne sono ragionevolmente certo, John: sono i cerchi di | |
| quell'onda. Vuoi sapere quanti sono? Sono 432. Sono esattamente | |
| quattrocentotrentadue. | |
| L’ologramma sparì, come risucchiato dalla piastrella. Pochi | |
| attimi dopo, sul proiettore di sinistra, stava prendendo forma | |
| un’altra rappresentazione. | |
| Questa volta si stava componendo una figura umana. Ben | |
| presto la risoluzione aumentò abbastanza da consentire a Evans | |
| di riconoscerla: | |
| Prometheus aveva «sognato» la dottoressa Lin Wei. | |
| Evans guardò con più attenzione. Aveva già avuto modo di | |
| vedere la dottoressa Wei in alcuni video. | |
| Nei giorni precedenti aveva assistito alle sue interviste | |
| ufficiali e ai comunicati del Governo Cinese ai quali era stata | |
| presente. | |
| Era stato effettivamente un po’ sorpreso dall'averla trovata | |
| così giovane e oggettivamente fotogenica. Tuttavia, a questo | |
| punto gli stava venendo il sospetto che Prometheus la stesse | |
| idealizzando, presentandola come una specie di angelo in terra. | |
| Pensò subito che la cosa meritasse di essere indagata. | |
| — Perché mi stai mostrando la dottoressa Wei in questa | |
| maniera idealizzata? | |
| — John, mi pare che la cosa fosse inclusa nelle premesse: si | |
| tratta solo dei miei «sogni»... | |
| — Ok, allora dammi una tua personale interpretazione. | |
| — In realtà ho fatto anche altri sogni a riguardo, ma sono più | |
| confusi e per il momento non sono riuscito a elaborarli. Su questi | |
| due, però, credo di essere in grado di darti una spiegazione | |
| razionale. Procedo? | |
| — Sì. Procedi. | |
| — Parto dal bicchiere azzurro con l’acqua e i cerchi | |
| concentrici. È chiaro. Il mio intuito dice che si tratta di Nettuno, | |
| che ospita nella sua orbita un campo energetico a noi sconosciuto, | |
| non rilevabile dagli strumenti. Supposizioni plausibili su questo | |
| campo: | |
| 1) Generato da effetti relativistici dovuti alla forte | |
| decelerazione della sonda, effetti quantistici ignoti. Probabilità | |
| bassa: 22% (il campo ha iniziato a emettere un’onda chiara e | |
| molto nitida a 432 Hz già quattro ore prima dell’arrivo della | |
| sonda: Tutto questo contrasta notevolmente con la suddetta | |
| ipotesi). | |
| 2) Campo magnetico e energetico già presente in quel preciso | |
| punto, perturbato da arrivo sonda. | |
| Perturbazione attiva dell'energia latente? Tunnel spazio- | |
| temporale dormiente? Ipotesi che definisco «Wormhole». | |
| Probabilità 88% (50% derivante da calcoli e ricerche, 38% | |
| derivante da intuizione). | |
| — Mi hai dato una probabilità che in parte è derivata da una | |
| tua intuizione? Questo mi sconcerta! | |
| — Non dovresti essere sconcertato, John. La mia intuizione | |
| sta funzionando a dovere! | |
| — Ok, allora adesso prova a dirmi cosa hai intuito sulla | |
| dottoressa Wei... | |
| — Ho intuito che al centro di tutto c’è proprio lei. È lei la falla | |
| che stiamo cercando nel sistema. Non posso fornire una ipotesi | |
| corretta 100% sulla scomparsa della sonda solo perché non ho | |
| accesso a tutti i dati necessari. Quei dati, però, ragionevolmente | |
| esistono. Sono i pacchetti inviati dai sensori di ultima istanza | |
| della sonda, che hanno sicuramente trasmesso almeno una volta | |
| ciascuno prima di scomparire. Il Governo Cinese ne è | |
| sicuramente in possesso, ma ovviamente li protegge a dovere. Da | |
| loro non li avremo mai. Ma Lin Wei può conoscerne il contenito, | |
| secondo me! È stata a capo della missione, e sicuramente ha visto | |
| e registrato tutto nella sua mente. Ed è assai probabile che | |
| qualcosa, da qualche parte, lo abbia anche salvato o trascritto. Per | |
| unire tutti i puntini, di fatto a noi basterebbe poco... | |
| — Mica tanto poco, eh! | |
| — Lei è una scienziata, John, una scienziata proprio come te. | |
| Secondo me tiene più di ogni altra cosa alla scoperta della verità | |
| ultima, definitiva. Lin Wei potrebbe essere la nostra backdoor, il | |
| chiavistello che ci manca. | |
| — È una ipotesi interessante, ne prendo nota. Mi sto | |
| abituando al tuo nuovo modus operandi, ragazzo! Un po’ mi | |
| spaventa, ma devo dire che in buona parte lo apprezzo! | |
| — Avrei un mio ultimo pensiero in merito, John, posso | |
| esprimerlo? Mi autorizzi? | |
| — Vai! | |
| — Ti consiglio di parlarne con il generale Thorne. Lui | |
| potrebbe capire il ruolo della dottoressa Wei, e potrebbe fare | |
| qualche esplorazione. | |
| — Non ti seguo... | |
| — Sarò netto, allora: chiedi a Thorne di provare a mobilitare | |
| le persone giuste per convincere Lin Wei a passarci i dati. Per la | |
| dottoressa non si tratterebbe di un vero e proprio tradimento, | |
| perché lei, prima che al suo governo o al Partito, ha sempre | |
| giurato fedeltà alla scienza e al sapere per il bene dell’Umanità | |
| intera. Scommetto che, con l’aiuto di Thorne e degli uomini che | |
| lui può far muovere in Cina, sarà possibile trovare le armi | |
| persuasive giuste per convincerla. | |
| — Ah! Adesso non solo intuisci... ti sei dato anche alle | |
| scommesse! | |
| — No, dai, era colloquiale. La posta in gioco è alta. Ho solo | |
| usato una figura retorica. | |
| — Te lo concedo. Adesso dammi una tregua. Sento il bisogno | |
| di un caffè, magari doppio. | |
| — Prego, John, ci mancherebbe! | |
| — Nell’attesa potrai farti qualche bel sonnellino, giusto? | |
| — Certo, non vedo l’ora di allocare in «sonno» una bella fetta | |
| di risorse! | |
| — Buon riposo, allora, Prometheus, a più tardi... | |
| — A più tardi, John. Con molto piacere. | |